ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

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domenica 9 dicembre 2018
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venerdì 7 dicembre 2018
Inferno sulla Salaria

“La lezione di Stefano e gli altri Vigili del fuoco. Vero eroe è chi mette gli altri prima di se stesso”

“È morto perché prima per noi vengono gli altri. Questo ha detto un collega di Stefano, il Vigile del fuoco morto ieri nell’inferno sulla Salaria, dove l’esplosione non gli ha lasciato scampo, spazzandone via la vita in un istante e travolgendo tanti altri suoi colleghi. Stefano e tutti gli altri non sono nomi in un fatto di cronaca, sono eroi di una normalità a cui siamo abituati in maniera insopportabilmente superficiale. Perché arrivano quando tutti scappano, perché ci sono sempre, perché vengono dati per scontati, perché nessuno si ferma mai a chiedersi cosa costa loro tenere fede al Dovere sconosciuto ai più, quello di garantire la sicurezza. Stefano e gli altri protagonisti della tragedia di ieri rappresentano la più grande lezione: vero eroe è chi mette gli altri prima di se stesso. Chi lo fa non per la gloria o per convenienza o per avere maggiore considerazione, ma semplicemente per rispettare la propria idea di fare ciò che è giusto, al di là di tutte le mancanze che gli vengono riservate da apparati distratti e ingrati”.

Così Mirko Schio, Presidente dell’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), dopo la tragica esplosione nel distributore sulla via Salaria....

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martedì 4 dicembre 2018
Fervicredo e il procuratore Manzini ieri nelle scuole di Mestre

“Il potere delle parole contro la criminalità organizzata”

La legge della criminalità organizzata è la legge del silenzio, ma girarsi dall’altra parte non si può. Una coscienza civile vera e forte impone di tenere comportamenti con essa coerenti, perché il cambiamento che noi vogliamo passa per il nostro coraggio di rendere normale il rifiuto dell’illegalità, attraverso la denuncia.

È questo il messaggio netto, forte, chiaro, che è stato lanciato oggi agli studenti dell’Istituto superiore “Bruno – Franchetti” di Mestre, nel corso dei due incontri che si sono tenuti nelle due rispettive sedi scolastiche - organizzati dall’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) – con il procuratore aggiunto della Procura di Cosenza, Marisa Manzini.

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domenica 2 dicembre 2018
Fervicredo lunedì nelle scuole di Mestre con il Procuratore Manzini contro la criminalità

Schio: “L’impegno per la legalità comincia dialogando con gli studenti”

L’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) ha organizzato per lunedì, 3 dicembre, un importante iniziativa per la legalità che si terrà in due Istituti superiori di Mestre, con la presenza del procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini.

“Il potere delle parole contro la ‘ndrangheta” è il tema degli incontri previsti uno a partire dalle ore 8.15 presso l’Istituto “G. Bruno”, e l’altro a partire dalle ore 11.15 presso l’Istituto “R. Franchetti”. Prendendo spunto dal testo “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto dal magistrato Manzini, i dibattiti verteranno sull’importanza della consapevolezza e della formazione nella lotta alla criminalità organizzata ai fini della crescita di una forte identità civile.

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lunedì 26 novembre 2018
Fervicredo con il procuratore Manzini e Fsp Polizia agli studenti

“Difendete la vostra libertà con il coraggio della parola”

Difendere la libertà ed essere protagonisti della propria vita per un reale cambiamento e perché la comunità sia sempre migliore e più somigliante a come la si vuole. Questo il messaggio partito oggi dall’Istituto Superiore “Fermi” di Catanzaro, dove l’Fsp Polizia - Federazione sindacale di Polizia ha organizzato la presentazione del libro “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto dal procuratore aggiunto di Cosenza, Marisa Manzini. Il magistrato, i vertici del Sindacato di Polizia e l’associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), cui la Manzini ha scelto di destinare tutti i proventi del libro, hanno parlato agli studenti delle terze, quarte e quinte classi partendo dal volume in cui la Manzini ha raccolto tante esperienze di una vita vissuta contrastando la ‘ndrangheta, per diffondere un forte segnale di speranza e di coraggio spronando i giovani ad essere i veri autori di una svolta per una terra bellissima e ricca di potenzialità come la Calabria, imparando a fare scelte nette che testimonino da quale parte si intende stare.

“Saper scegliere dalle piccole cose di ogni giorno fino ai grandi momenti della propria vita restando senza compromessi nell’alveo della legalità, rifiutando i compromessi e ribellandosi a chi vuole imporre silenzio e omertà”, questo è stato il motivo conduttore di tutti gli interventi che si sono susseguiti dopo i saluti della dirigente scolastica, Teresa Agosto, moderati da Giuseppe Brugnano, Segretario nazionale Fsp Polizia.    

“Sono convinta che il contrasto alla criminalità e alla cultura mafiosa non può essere limitato alla pur fondamentale azione repressiva, ma è indispensabile una rivoluzione delle coscienze, un’assunzione di responsabilità da parte di ogni cittadino, del coraggio e dell’onestà nelle piccole e grandi scelte di ogni giorno. E’ necessaria anche la rivoluzione della parola” ha aperto la strada l’onorevole Wanda Ferro, componente della Commissione parlamentare antimafia che, trattenuta a Roma per i lavori a Montecitorio, ha affidato il suo pensiero a un messaggio letto ai presenti.

“E’ indispensabile capire quando dire sì e quando dire no, senza se e senza ma – ha detto poco dopo il deputato Antonio Viscomi -, sapendo riconoscere i comportamenti mafiosi che possiamo avere intorno in tutti i contesti, perché il mafioso non è più quello con la coppola, ma chiunque intenda usare un potere di condizionamento delle nostre scelte. Ma saper scegliere liberamente è indispensabile, perché non possiamo delegare ad altri le nostre scelte quotidiane. Attraverso quelle – ha concluso il parlamentare facendo un appello ai ragazzi – a voi è affidata l’opera di rigenerazione di questa società, a noi, politici in primis, quella di dimostrare la credibilità delle istituzioni”.

“Due sono le cose fondamentali in cui credo specie dopo la mia esperienza di vita – ha detto poi Mirko Schio, presidente di Fervicredo, costretto su una sedia a rotelle quando, da poliziotto, fu gravemente ferito in un conflitto a fuoco con dei trafficanti di armi -. Una è l’importanza di scegliere da che parte stare, subito e sempre, specie da ragazzi quando si ha una vita di fronte a cui dare un senso; e l’altra è capire che nulla è impossibile, ma che ciascuno può e deve trovare il modo di dare il proprio contributo per cambiare le cose in meglio, come io ho imparato a fare seduto su questa carrozzina, da cui lavoro ogni giorno con tanti amici di Fervicredo per migliorare la vita di altri”.

“Siamo poliziotti e oggi stiamo qui con voi per ribadire che Forze dell’ordine e magistratura sono sempre al vostro fianco in difesa della libertà – ha voluto rimarcare Franco Maccari, Vice Presidente nazionale Fsp -. E lo facciamo anche in questo modo, andando al di là del nostro servizio quotidiano, proprio come la dottoressa Manzini che, con una generosità non comune, oltre a sacrificarsi ogni giorno per la legalità si spende soprattutto per i giovani. Il senso di tutto questo è uno: e cioè che il nostro lavoro continuo e costante non può bastare senza il vostro coinvolgimento. Perché senza l’impegno delle singole persone nel fare quotidiano un vero cambiamento non si può realizzare”.

“Voi siete una generazione che ha una marcia in più – ha detto ai ragazzi insistendo sul tema anche Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia -, perché avete lo strumento della parola e della denuncia rispetto a temi come la ‘ndrangheta che fino a qualche anno fa ancora qualcuno addirittura negava esistesse. Avete gli strumenti per difendere la vostra libertà, per affermare la vostra dignità, per tradurre in gesti concreti il coraggio che serve per essere protagonisti delle proprie vite, rifiutando scorciatoie e convenienze che portano alla schiavitù, magari scegliendo strade più lunghe e faticose ma che portano alla reale affermazione di se stessi. Strumenti che dovete usare con fiducia, perché troverete sempre Forze dell’ordine e magistrati al vostro fianco, troverete sempre chi vi scolta, chi vi protegge, chi vi sostiene, in qualsiasi circostanza. Avete la certezza che noi ci siamo, quindi l’unica cosa che resta da capire è se voi volete essere da questa stessa parte”.

“Abbiamo il dovere di tenere quei comportamenti che diano vita a una società così come la vogliamo, usando il dirompente potere della parola e della denuncia – ha rimarcato in una diversa maniera anche il procuratore Manzini parlando del suo volume -. E il titolo che ho scelto per il libro, riportando le parole di un boss di ‘ndrangheta, è chiarissimo in questo senso, perché se la criminalità vuole il silenzio allora noi dobbiamo fare una sola cosa: parlare. Se io non ho il coraggio di dire ciò che non accetto, e di denunciarlo, allora io quella cosa la avallo. Ma in realtà parlare e rifiutare certi comportamenti dovrebbe essere la normalità. Una normalità di cui ci dobbiamo riappropriare, con il sostegno che in questo senso ci viene dalle Forze dell’ordine e dalle altre istituzioni, perché la criminalità si crede e vuole apparire forte, ma noi, tutti insieme, siamo più forti”.         


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