ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
A Firenze la commemorazione del poliziotto Fausto ...
lunedì 22 gennaio 2018

La città di Firenze ha reso onore, sabato, a Fausto Dionisi, l’appuntato della Polizia di Stato, Medaglia d’oro al valor civile, ucciso davanti al carcere delle Murate 40 anni fa, il 20 gennaio 1978, da alcuni militanti di Prima Linea messi in fuga mentre tentavano di far evadere alcuni compagni. La commemorazione ha avuto luogo in distinti momenti. Le celebrazioni sono iniziate con la deposizione di un mazzo di fiori sulla tomba del poliziotto, nel cimitero di Peretola, e più tardi in via delle Casine, luogo dell’agguato, si è tenuta la cerimonia di deposizione di una corona ai piedi della lapide commemorativa, alla presenza della vedova, Mariella Magi, della figlia, e dei vertici delle autorità civili e militari. Nel corso della cerimonia è stata data lettura del messaggio del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il quale ha sottolineato che “cerimonie come quella di oggi ci permettono di ricordare un periodo doloroso la cui memoria è una componente indispensabile della nostra democrazia”. “Grazie allo straordinario impegno delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine – recitava ancora il messaggio -, al coraggio di uomini come Fausto Dionisi e di tanti suoi colleghi, l’Italia ha sconfitto la barbarie del terrorismo tenendo saldi i valori di libertà, giustizia e legalità alla base del nostro vivere comune. Desidero far giungere la mia sincera vicinanza – ha poi concluso il presidente del Consiglio - alla famiglia dell’agente della Polizia Fausto Dionisi, a quarat’anni dal vile agguato che gli costò la vita”.

Anche la vicepresidente del senato, Rosa Maria di Giorgi, ha voluto onorare la memoria dell’agente ucciso: “Non dobbiamo mai dimenticare la storia di Fausto Dionisi – ha detto -, come quella dei tanti troppi uomini che hanno compiuto l’estremo sacrificio e messo a rischio la propria vita per proteggere tutti noi. Duecento morti e oltre cinquemila feriti troppo spesso dimenticati, vite sconvolte da criminali senz’anima che ritengono che la lotta politica vada fatta con il sangue e la distruzione”.

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