ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
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lunedì 12 novembre 2018
Nassiriya 15 anni dopo, per non dimenticare tutti gli Eroi Vittime del Dovere

I Carabinieri: Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone. I militari dell'esercito: Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi,Emanuele Ferraro, Pietro Petrucci.

E, con loro, i civili: Marco Beci, cooperante, e Stefano Rolla, regista.

Eccoli gli Eroi di Nassiriya.

I loro nomi scolpiti nella memoria come il ricordo di uno dei più atroci eventi con i quali la storia ci ha consegnato tante altre Vittime del Dovere. La loro storia, quindici anni dopo, rappresenta ancora il sacrificio di tanti, troppi servitori dello Stato che rimangono Vittime del Dovere.

Il primo grave attentato di Nassiriya avvenne il 12 novembre del 2003.

Alle ore 10:40 ora locale (le 08:40 in Italia), un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all’ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando successivamente l’esplosione del deposito munizioni della base e pertanto la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riuscì a uccidere i due attentatori suicidi, e così il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, e si evitò una strage di più ampie proporzioni. L’attentato fu comunque devastante e provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto omaggiare le Vittime di Nassiriya e ha inviato al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, un messaggio in occasione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, nel quale rivolge il suo “deferente omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la vita, al servizio dell’Italia e della comunità internazionale”.

“Quindici anni or sono – ha ricordato Mattarella - il barbaro attentato di Nassiriya stroncò la vita a diciannove italiani, unitamente ai colleghi iracheni, nell’attentato più grave subito dai nostri contingenti schierati nelle missioni di pacificazione, condotte in tante aree di crisi e contro il terrorismo transnazionale. I militari e civili che, a rischio della propria incolumità, fronteggiano molteplici e diversificate minacce in tante travagliate regioni del mondo, sono l’espressione di un impegno della comunità internazionale che vede il nostro Paese credere fermamente nella necessità di uno sforzo unitario per la sicurezza e la stabilità, per l’affermazione dei diritti dell’uomo. Soltanto una intensa collaborazione tra i popoli può aiutarci a sconfiggere le tenebre della violenza e a offrire un futuro all’umanità”.


mercoledì 7 novembre 2018
Morte del Vice Brigadiere Reali

Fervicredo: “Se ne va un altro eroe di tutti i giorni. Strage silenziosa di persone che dedicano la vita agli altri senza chiedere nulla. Ma noi non lo dimenticheremo”

“Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e partecipazione, vera e non formale, all’immenso dolore che ha colpito la famiglia del Vice Brigadiere Emanuele Reali, l’Arma dei carabinieri e l’Italia intera, orfana di un altro eroe di tutti i giorni, una persona speciale nella sua normalità, perché scegliere di dedicare la vita agli altri non è da tutti”.

Con queste parole Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), esprime il cordoglio della Onlus dopo il decesso del vice-brigadiere dei carabinieri Emanuele Reali, morto in servizio a 34 anni, mentre faceva il suo dovere, investito da un treno a poche centinaia di metri dalla stazione di Caserta mentre stava inseguendo due ladri.

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lunedì 22 ottobre 2018
Graduatoria unica nazionale delle Vittime del Dovere - aggiornamento SETTEMBRE 2018

Ultimo aggiornamento: martedì 16 ottobre 2018.


giovedì 4 ottobre 2018
Alla Fervicredo i proventi del libro del procuratore Manzini

Lei:“Lavoro lodevole”, Schio: “Parole di chi davvero sa cosa significhi servire lo Stato. Onorati e fieri. Inizia bella collaborazione”

Tutti i proventi del libro “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto da Marisa Manzini, procuratore aggiunto di Cosenza, saranno interamente devoluti all’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), dedita all’ assistenza degli appartenenti a tutti i Corpi dei Comparti sicurezza, difesa e soccorso, e dei loro familiari, rimasti Vittime del Dovere. Ad annunciarlo è stata lo stesso magistrato, ieri, nel corso della presentazione del suo libro che si è tenuta a Vibo Valentia, nel corso del “Festival Leggere & Scrivere”.

“Siamo eccezionalmente grati al procuratore Manzini – ha detto Mirko Schio, Presidente di Fervicredo – che ha avuto per noi parole di elogio definendo ‘lodevole’ l’attività che portiamo avanti. Sono parole che per noi assumono un significato ancor più profondo perché provengono da chi davvero sa cosa significhi l’adempimento del dovere diuturno, silenzioso e sacrificato dei Servitori dello Stato, vivendolo in prima persona e, soprattutto, al fianco di donne e uomini in divisa che dedicano l’esistenza alla sicurezza di tutti, senza esitare anche di fronte al rischio di rimetterci la vita o la salute.

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venerdì 27 luglio 2018
Oggi il 25° anniversario della strage di via Palestro

Fervicredo: “Il tempo passa ma il dolore non diminuisce, e il rispetto passa anche per la verità che è dovuta alle Vittime e ai loro Familiari”

“Venticinque anni dopo la tragedia di via Palestro siamo ancora qui, non solo a tenere acceso il ricordo delle nostre Vittime, la cui mancanza genera un dolore che non potrà mai essere lenito dal passaggio del tempo, ma a chiedere ancora rispetto, che passa per l’accertamento di una verità di cui c’è bisogno, perché sia ben chiaro chi ha Servito lo Stato fino a rimetterci la vita e chi, invece, ha responsabilità per le quali non ha mai pagato”.

Inizia così l’intervento di Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), nell’anniversario dei 25 anni della strage mafiosa di via Palestro, a Milano, l’attentato che provocò cinque vittime: tre vigili del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino. Per l’occasione proprio a Milano si è tenuto un convegno sulle stragi mafiose nella sede del Padiglione di arte contemporanea, che venne devastato dalla bomba, a cui ha preso parte anche il magistrato del pool antimafia di Palermo Francesco Del Bene che ha voluto sottolineare: “Ho lavorato per 20 anni a Palermo. Il nostro dovere come magistrati è quello di individuare le responsabilità penali ma è inaccettabile che oggi non sappiamo con certezza chi ha voluto queste stragi”.

“Ebbene – conclude Schio -, il doveroso impegno cui le Istituzioni sono dovute nei confronti delle Vittime e dei loro Familiari, nella loro vita quotidiana, equivale anche a compiere ogni sforzo possibile per ristabilire la verità e i retroscena di fatti che hanno stravolto la storia del nostro Paese ma soprattutto, e va ricordato molto bene, la vita di Famiglie devastate dal lutto, di singoli cittadini il cui dolore viene prima e va posto sopra a tutto. Il Paese intero ha il diritto di sapere, di capire, ma queste Famiglie innocenti devastate da quella violenza hanno ancor più bisogno, ancora e sempre, della nostra vicinanza concreta e non formale, che vada al di là del singolo giorno  di questo atroce anniversario, e che serva anche a fare giustizia”.

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