ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
News
martedì 6 febbraio 2018
Sala del commissariato di Cortina intitolata Giordano Coffen, Vittima del Dovere

E’ stata intitolata all’agente ausiliario Giordano Coffen, Medaglia d’argento alla memoria al valore civile, ucciso da rapinatori all’ippodromo “Le Padovanelle”, il 5 aprile 1991, la nuova sala del commissariato di Cortina. Era presente il Capo della Polizia, prefetto Franco Gabrielli, che ha inaugurato la struttura nella cittadina ampezzana, ideata per accogliere le forze dell’ordine nelle riunioni operative per garantire la sicurezza, in occasione dei Campionati del mondo di Sci alpino del 2021. “Avere memoria - ha detto Gabrielli - è avere cura dei vivi, dei familiari, dei colleghi, di chi ha sofferto, più di altri, la mancanza di queste persone. Oggi ho incontrato i familiari di colleghi che non ci sono più: farli sentire ancora parte della nostra famiglia è la modalità più giusta per stringerci a loro. Questi caduti sono anche figli e fratelli nostri. Queste iniziative, queste cerimonie che potrebbero sembrare rituali, hanno invece un profondo significato”. “Noi dobbiamo lavorare - ha concluso – sull’esempio e nella memoria di questi colleghi, che se ne sono andati credendo nei valori della legalità, negli interessi delle comunità”. Alla cerimonia hanno partecipato i genitori di Giordano Coffen e il giovane Riccardo, figlio di Giovanni Borracino, l’altro agente che morì nell’agguato di 27 anni fa. Oggi è anch’egli agente di polizia. Gabrielli ha sottolineato lo stretto rapporto con Cortina: nel 2015 l’amministrazione comunale conferì alla Polizia di Stato la cittadinanza onoraria e inaugurò un busto in bronzo, all’agente sciatore, impegnato nei soccorsi in montagna, collocato nella piazza centrale del paese. 


martedì 6 febbraio 2018
Intitolata a Francesco Pischedda, Vittima del Dovere, la Stradale di Bellano

La sezione della Polizia stradale di Bellano, in provincia di Lecco, è stata intitolata venerdì a Francesco Pischedda, l’agente morto un anno fa a Colico dopo essere precipitato da un cavalcavia durante un inseguimento. Alla cerimonia, durante la quale è stata scoperta una targa, erano presenti con i Famigliari del Poliziotto, il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, il vicario episcopale di Lecco, monsignor Maurizio Rolla, e numerosi colleghi dell’agente deceduto.

Adesso, dunque, la caserma della Stradale porta il nome dell’Assistente e Medaglia d’oro al valore civile Pischedda, che nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2017 è morto a 28 anni per aver cercato di fermare un ricercato. A 12 mesi esatti dalla tragedia, la sottosezione della Polstrada bellanese, di cui lui faceva parte, è stata intitolata alla sua memoria. “E’ sempre un grande dolore ricordare quello che è successo al nostro Francesco Pischedda – ha spiegato Gabrielli -. Il fatto che questa struttura nel tempo lo ricorderà è però motivo di soddisfazione e di conforto”. “Il nome di Francesco adesso ci accoglie come se questa fosse la sua casa e ci desse il benvenuto”, ha aggiunto Roberto Campisi, il dirigente della Stradale della Lombardia. “Ogni tanto scherzavano e parlavamo che la nostra caserma non era mai stata ufficialmente inaugurata – ha ricordato invece l’amico e collega Virgilio Giuseppe -. Mai avrei immaginato che sarebbe stata dedicata a te. Per noi sei più vivo che mai, da lassù dove ti trovi ora prenditi cura di noi e della tua piccola bambina”.


martedì 6 febbraio 2018
Onorato il ricordo di Filippo Raciti, Vittima del Dovere, a 11 anni dalla sua morte

“Grazie a Filippo Raciti oggi il calcio è più degno dello sport che esso rappresenta. La sua morte non è stata inutile ma è stata una ‘sveglia’ per l’Italia tutta”. Lo ha affermato il questore di Catania Alberto Francini, venerdì scorso, ricordando nella sala del X Reparto Mobile l’Ispettore capo della Polizia di Stato morto il 2 febbraio del 2007 nello stadio Massimino durante scontri con ultrà etnei. Il Questore Francini ha rivolto un pensiero ai genitori di Filippo Raciti Hanno patito il dolore di perdere un figlio un dolore - ha sottolineato - e non si può immaginare niente di più grande. Un pensiero anche ai figli per i quali Filippo è un angelo custode presente quotidianamente a vegliare su di loro”. Parole di vicinanza ha espresso anche per Marisa Grasso, la vedova dell’Ispettore capo. “La morte di Raciti - ha osservato il questore - non è stata inutile ma ha rappresentato invece una sveglia per l’Italia tutta che secondo caso dopo l’ultimo conflitto mondiale ha interrotto il Campionato di Calcio per riflettere su ciò che lo sport avrebbe dovuto essere e invece su ciò che in quel momento storico era diventato . La morte di Raciti - ha continuato Francini - è stata foriera di un diverso modo di intendere l’ordine pubblico negli stadi italiani e ha dato inizio a una rivoluzione strutturale che sebbene voluta dalla legge per vari motivi era stata fino a quel tragico momento lettera morta”.


lunedì 29 gennaio 2018
A Udine la solenne commemorazione dei Poliziotti deportati nei campi di concentramento

Sabato 27 gennaio a Udine si è tenuta la commemorazione dei Poliziotti deportati. Il Questore della provincia di Udine, Claudio Cracovia, ha ricordato la tragedia dell’olocausto nel Giorno della memoria con la deposizione di una corona alla lapide posta all’interno della Questura in memoria dei poliziotti deportati in campo di concentramento e successivamente con la celebrazione della Santa Messa presso il Tempio Ossario. Alle cerimonie, organizzate dalla Questura con la collaborazione dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, hanno partecipato oltre ai labari delle Associazioni d’Arma, numerose autorità civili e militari, tra cui il Prefetto, il Sindaco, i vertici provinciali delle altre Forze armate e di Polizia, i rappresentanti di Provincia e Regione unitamente al personale della Polizia di Stato. La partigiana Paola Del Din, Medaglia d’oro al valore militare, era presente all’appuntamento in ricordo delle vittime dell’olocausto, ed in particolare delle Guardie di Pubblica Sicurezza in servizio alla Questura di Udine che nel 1944 furono deportati nei campi di sterminio nazisti e non fecero più ritorno: Accorinti Filippo, Babolin Alberto, Bodini Bruno, Cascio Giuseppe, Comini Mario, D’Angelo Antonino, Pisani Anselmo, Savino Mario, e Sgroi Giuseppe. Al termine della cerimonia il Questore ha rivolto un affettuoso saluto ai familiari delle Vittime ricordando come in risposta a quella immane tragedia abbia avuto origine la Costituzione della Repubblica Italiana che ancor oggi guida con i suoi principi la quotidiana azione degli operatori di polizia.


sabato 27 gennaio 2018
A Barletta intitolate due vie ai Poliziotti Capossele e Antonucci, Vittime del Dovere

Oggi per me è una giornata della memoria, sono a Barletta poi a Trani per il ricordo di tre lutti che hanno riguardato le famiglie di questi colleghi e la famiglia della Polizia di Stato”. Così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a Barletta dove ha partecipato alla intitolazione di due vie a due agenti morti in servizio. Si tratta di Tommaso Capossele e Savino Antonucci.

L’agente scelto Capossele, in servizio presso la locale sottosezione della polizia stradale, perse la vita poco più che 30enne il 9 luglio 2000 nel centro rianimazione dell’ospedale civile di Andria dove era stato ricoverato dopo essere stato travolto da una vettura ad alta velocità mentre segnalava una situazione di pericolo sull’autostrada A 14. Il 13 marzo 2001 a Capossele, che lasciava la moglie e due figli in tenera età, fu riconosciuta la promozione per merito straordinario alla qualifica di assistente della Polizia di Stato e l’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la Medaglia d’oro al valore civile.

Savino Antonucci perse la vita il 20 luglio 1988 - aveva 24 anni - a causa delle lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto nei pressi di Cuneo mentre rientrava al reparto di appartenenza dopo aver assolto al servizio di scorta di un trasporto eccezionale . Gli fu conferita la Medaglia d’argento dall’allora Capo della Polizia.

Alla cerimonia a Barletta c’erano anche i familiari dei due agenti, il questore di Bari, Carmine Esposito, il prefetto di Barletta, Maria Antonietta Cerniglia, e il sindaco, Pasquale Cascella, oltre a una rappresentanza di studenti e residenti del quartiere. Il Comune, inoltre, ha riferito anche della piantumazione di due alberi lungo il percorso che congiunge le due strade “affinché possano essere simbolicamente consegnati a coloro che abitano il quartiere come segno di speranza per il futuro”.


sabato 27 gennaio 2018
Anche il Capo della Polizia a Trani per cerimonia in onore di Alfredo Albanese, Vittime del Dovere

C’era anche il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, a Trani, alla cerimonia commemorativa in onore del vicequestore aggiunto Alfredo Albanese, responsabile della Sezione Antiterrorismo veneziana della Polizia di Stato, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 maggio 1980. Alla manifestazione hanno partecipato anche i rappresentanti delle istituzioni locali, i famigliari di Albanese e alcuni colleghi di lavoro. La cerimonia si è tenuta nel palazzo Lodispoto, sede del polo museale di Trani, in piazza Duomo ed ha voluto costituire “anche – hanno spiegato dal Comune - occasione per approfondire, nonostante il tempo trascorso, il sempre attuale tema degli anni di piombo e del terrorismo che in quegli anni segnò la storia del nostro Paese”. L'efferato omicidio del tranese Alfredo Albanese fu consumato mentre il funzionario di polizia era impegnato nelle indagini sulla uccisione di Sergio Gori, vice presidente di Montedison, vittima di un agguato delle Brigate Rosse.

Gabrielli, per parte sua, ha voluto sottolineare: “Per me è il giorno della memoria”, esprimendo l’elogio e l’affetto per chi ha rappresentato l’esempio di alto senso del Dovere, la cui memoria deve guidare chi oggi svolge il medesimo delicato lavoro. 


giovedì 25 gennaio 2018
A Piacenza cerimonia in onore di Giuseppe Beolchi, Poliziotto Vittima del Dovere morto il 20 dicembre

Si è tenuta ieri, martedì 24 gennaio, presso la questura di Piacenza, la commemorazione dell’Agente della Polizia Stradale Giuseppe Beolchi, morto il 20 dicembre scorso a causa di un incidente stradale con l’auto di servizio lungo l’autostrada A1 finita sotto un Tir. Un doveroso ricordo che, è stato sottolineato, dovrà ripetersi “in ogni cerimonia, affinché venga sempre onorata la divisa e il suo lavoro anche se lui non c’è più”. In caserma, ad accogliere la vedova dell’assistente capo Beolchi, Rosanna Marchesi, e i genitori del Poliziotto Vittima del Dovere, c’erano il questore, Salatore Arena, l’ex dirigente di viale Malta, Aida Galluccio, e i funzionari della questura, nonché un gruppo di colleghi che hanno raccolto con una colletta una somma in denaro da destinare proprio alla famiglia del poliziotto scomparso, che ha lasciato cinque figli. “Beolchi è un poliziotto che è morto facendo il proprio lavoro - ha sottolineato il questore - un uomo onesto che ha dato la vita per la divisa che indossava”.

“Si onori la divisa e il suo lavoro anche se lui non c’è più e ha lasciato un vuoto incolmabile” gli ha fatto eco commossa la vedova Beolchi. “E’ il momento di restare uniti e di cercare di andare avanti nonostante Giuseppe non ci sia più - ha aggiunto -. Vorrei che il suo lavoro e la divisa vengano onorati ogni giorno perché il suo sacrificio non sia stato vano. Stiamo cercando di continuare a vivere anche se il dolore è fortissimo e non passerà mai”. 


giovedì 25 gennaio 2018
Appello di AICS: dedicare una via a Mancini, poliziotto della terra dei fuochi e alla sua Squadra

La commissione nazionale ambiente di AICS, l’Associazione italiana cultura sport, lancia una sottoscrizione per dedicare una via a Roberto Mancini, conosciuto come il “poliziotto della terra dei fuochi”, e alla sua Squadra, nel comune di Caivano, uno dei più colpiti tra i 57 comuni campani coinvolti nell’oramai famosa quanto tragica vicenda.

Mancini ha dedicato la vita, insieme ai colleghi della Squadra, a quella che oggi tutti conoscono come, appunto, la “terra dei fuochi”. E’ scomparso drammaticamente a causa di un tumore il 30 aprile 2014, mentre un altro agente della squadra è morto di leucemia, e altri due si sono ammalati.

Il primo autorevole sottoscrittore della petizione è Marco Di Lello, segretario della commissione bicamerale antimafia.

“Roberto Mancini – ha affermato Andrea Nesi, responsabile ambiente di AICS - rappresenta un esempio straordinario di impegno per gli altri, per il bene comune anche a costo della propria vita condotto con grande naturalezza e semplicità. Ma sembra che sia scivolato rapidamente nel dimenticatoio. Lui e la sua squadra. Persino cercando sul sito della Treccani, l’unico Roberto Mancini che emerge dalle ricerche è il noto giocatore/allenatore”. “Quella di Roberto Mancini e della sua squadra - ha aggiunto Nesi -, dovrebbe essere una storia da portare nelle scuole di ogni ordine e grado. Emblematica di un modo di pensare ed agire che dovrebbe albergare in ognuno di noi, per quel che ci è possibile. Ma soprattutto di facile comprensione per i giovani sui quali ricadono le aspettative per il futuro ma anche le ricadute di ciò che stiamo compiendo nel presente”. 


lunedì 22 gennaio 2018
A Firenze la commemorazione del poliziotto Fausto Dionisi, Vittima del Dovere, ucciso 40 fa

La città di Firenze ha reso onore, sabato, a Fausto Dionisi, l’appuntato della Polizia di Stato, Medaglia d’oro al valor civile, ucciso davanti al carcere delle Murate 40 anni fa, il 20 gennaio 1978, da alcuni militanti di Prima Linea messi in fuga mentre tentavano di far evadere alcuni compagni. La commemorazione ha avuto luogo in distinti momenti. Le celebrazioni sono iniziate con la deposizione di un mazzo di fiori sulla tomba del poliziotto, nel cimitero di Peretola, e più tardi in via delle Casine, luogo dell’agguato, si è tenuta la cerimonia di deposizione di una corona ai piedi della lapide commemorativa, alla presenza della vedova, Mariella Magi, della figlia, e dei vertici delle autorità civili e militari. Nel corso della cerimonia è stata data lettura del messaggio del Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il quale ha sottolineato che “cerimonie come quella di oggi ci permettono di ricordare un periodo doloroso la cui memoria è una componente indispensabile della nostra democrazia”. “Grazie allo straordinario impegno delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine – recitava ancora il messaggio -, al coraggio di uomini come Fausto Dionisi e di tanti suoi colleghi, l’Italia ha sconfitto la barbarie del terrorismo tenendo saldi i valori di libertà, giustizia e legalità alla base del nostro vivere comune. Desidero far giungere la mia sincera vicinanza – ha poi concluso il presidente del Consiglio - alla famiglia dell’agente della Polizia Fausto Dionisi, a quarat’anni dal vile agguato che gli costò la vita”.

Anche la vicepresidente del senato, Rosa Maria di Giorgi, ha voluto onorare la memoria dell’agente ucciso: “Non dobbiamo mai dimenticare la storia di Fausto Dionisi – ha detto -, come quella dei tanti troppi uomini che hanno compiuto l’estremo sacrificio e messo a rischio la propria vita per proteggere tutti noi. Duecento morti e oltre cinquemila feriti troppo spesso dimenticati, vite sconvolte da criminali senz’anima che ritengono che la lotta politica vada fatta con il sangue e la distruzione”.


mercoledì 17 gennaio 2018
Palermo ha reso onore all’Agente scelto di Polizia Natale Mondo, Vittima del Dovere, nel 30° anniversario della sua morte

Si è svolta domenica 14 gennaio, a Palermo, la commemorazione dell’Agente scelto della Polizia Natale Mondo, ucciso dalla mafia all’Arenella nel 1988, nel 30° anniversario della sua morte. Alla cerimonia il questore di Palermo, Renato Cortese, ha deposto una corona di alloro davanti alla lapide che ricorda i caduti della Squadra Mobile, nell’atrio della caserma Boris Giuliano. A seguire è stata celebrata una funzione eucaristica officiata dal cappellano della Polizia, don Massimiliano Purpura, presso la Cappella della “Soledad”.

Un altro momento di ricordo dedicato a Natale Mondo si è svolto alla caserma “Pietro Lungaro” dove, alla proiezione di un filmato in sua memoria ed alle testimonianze dei familiari e di alcuni poliziotti che lo hanno conosciuto, è seguito uno spettacolo di pupi siciliani, in chiave antimafia.

Natale Mondo venne ucciso nel primo pomeriggio del 14 gennaio 1988, mentre si trovava davanti il negozio di giocattoli gestito dalla moglie nel quartiere Arenella. Si era arruolato in polizia nel 1972 e aveva prestato servizio a Roma, Siracusa e Trapani.

Trasferito successivamente alla questura di Palermo, ha svolto i suoi compiti presso la Squadra Mobile dal 2 dicembre 1982 al 9 ottobre 1985, dove si è occupato prevalentemente di indagini sulle cosche mafiose, apportando un prezioso contributo alle indagini su “Cosa Nostra”. Nei giorni precedenti all’omicidio aveva manifestato tutta la sua preoccupazione ai colleghi più fidati e ai familiari. E per questo, dopo essere sfuggito ai colpi di kalashnikov che uccisero il vicequestore Ninni Cassarà e il collega Roberto Antiochia,  camminava con la sua calibro 38 sempre nella cintola. Natale Mondo il 10 novembre 1999 è stato insignito della “medaglia d’oro al valor civile alla memoria”.


mercoledì 13 dicembre 2017
Question Time alla Camera dell'Onorevole Zanetti

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, risponde al Question Time dell'Onorevole Zanetti  sull'applicazione da parte dell'Inps delle disposizioni della legge n. 232 del 2016 in materia di trattamenti pensionistici spettanti alle Vittime del Dovere e ai loro familiari;

Intervento dell'Onorevole Zanetti al Question Time del 13/12/201 (mov video)

Interventodell'Onorevole Zanetti al Question Time del 13/12/2017 (avi video)


lunedì 11 dicembre 2017
Comunicato stampa

Allarme di Fervicredo: “Vogliono rivoluzionare il mondo della causa di servizio e della pensionistica con una sorta di sotterfugio”


venerdì 8 dicembre 2017
Fervicredo fra i relatori al Workshop di Medicina legale per la Pubblica Amministrazione 2017.

Schio: “Ennesimo prestigioso riconoscimento del nostro instancabile impegno”  

L’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) è stata fra i relatori del Workshop 2017 organizzato ieri a Roma dall’Associazione Nazionale di Medicina Legale per la Pubblica Amministrazione. Nella prima sessione mattutina dei lavori, infatti, una vasta platea ha potuto ascoltare l’intervento del Presidente di Fervicredo, Mirko Schio, che ha relazionato sul tema “Le Vittime del dovere: tra novità normative e giurisprudenziali della Corte di Cassazione”. 


giovedì 16 novembre 2017
Palermo rende onore a Calogero Zucchetto, Vittima del Dovere, a 35 anni dalla sua uccisione

A Palermo la Polizia di Stato ha reso onore alla memoria di Calogero Zucchetto, “cacciatore di latitanti”, nella ricorrenza del 35esimo anniversario della sua uccisione. Il Questore di Palermo, Renato Cortese, ha deposto una corona sulla lapide del poliziotto della Squadra Mobile, proprio sul luogo dell’assassinio, il Largo degli Abeti, all’angolo tra le vie Notarbartolo e Libertà. Presenti sul luogo della commemorazione, oltre ai familiari, le più alte cariche cittadine, della Polizia di Stato, Civili e Militari.

Zucchetto, poliziotto d’altri tempi, “uno dei migliori quando si trattava di dare la caccia ai latitanti mafiosi”, insieme al commissario Ninni Cassarà, dissero di lui i magistrati, fu ucciso con cinque colpi di pistola alla testa Era la sera del 14 novembre 1982 quando perse la vita, a soli 27 anni, in un agguato mafioso all’uscita di un bar in via Notarbartolo


giovedì 26 ottobre 2017
Nuovo criterio di perequazione automatica - Ulteriore clausola di “salvaguardia”

Rivalutazione automatica trattamenti pensionistici in favore delle vittime del terrorismo - legge 21 giugno 2017, n. 96 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 articolo 3, comma 4-quater.


venerdì 20 ottobre 2017
Graduatoria Vittime del Dovere (al 30 settembre 2017)

in allegato la graduatoria unica nazionale delle Vittime del Dovere, pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno (http://www.interno.gov.it/it/temi/sicurezza/vittime-dovere) e aggiornata al 30 settembre 2017.


mercoledì 4 ottobre 2017
Conclusa positivamente la problematica dei rimborsi fiscali alle Vittime del Dovere ed ai loro famigliari

Grazie all'Onorevole Enrico Zanetti e Scelta Civica si è conclusa positivamente la problematica dei rimborsi fiscali alle Vittime del Dovere ed ai loro famigliari.


venerdì 29 settembre 2017
Commemorazione delle Vittime dell’attentato terroristico dell’11 settembre svoltasi a Roma

A Roma Fervicredo riceve la “Pergamena di ringraziamento” alla IV edizione della cerimonia “11 Settembre. Con le Vittime per la Pace”. Schio: “Importante lavorare insieme per la solidarietà”


giovedì 28 settembre 2017
Commemorato a Lodi l’assistente capo della Stradale Antonio Seduta, Vittima del Dovere

Doveroso ricordo, il 26 settembre a Lodi, per l’assistente capo della Polia Stradale, Antonio Seduta, morto in servizio 26 anni fa. La cerimonia commemorativa si è tenuta a Guardamiglio (Lodi), nella sede della locale sottostazione della polizia stradale. Il questore di Lodi e i comandanti delle sedi di Lodi e di Guardamiglio, con agenti e parenti della vittima, si sono trovati per un toccante ricordo dell'assistente capo della Polizia di Stato, caduto in servizio il 26 settembre 1991, investito mentre rilevava un incidente stradale all'altezza della barriera autostradale Milano Sud. Anche il prefetto e i dirigenti della Polfer hanno presenziato alla cerimonia, onorando la memoria del Poliziotto Vittima del Dovere. 


domenica 17 settembre 2017
La chiamata poi lo schianto della Volante, a Ravenna ancora due Vittime del Dovere

Si allunga la drammatica lista delle Vittime del Dovere che hanno tributato l’estremo sacrificio nell’espletamento del loro Servizio allo Stato. Questa volta a perdere la vita sono stati due Poliziotti, Pietro Pezzi, di 29anni, e Nicoletta Missiroli 53, che si trovavano a bordo di una Volante finita contro un albero durante un intervento. I poliziotti erano stati chiamati per sedare una lite in corso in un campeggio, ma durante il tragitto, forse a causa del fondo stradale bagnato dalla pioggia, la macchina ha perso il controllo finendo contro un  albero lungo la carreggia. Il terribile schianto non ha lasciato scampo ai due componenti dell’equipaggio della Volante, che secondo i primi rilievi sarebbero morti          sul colpo. Immenso il cordoglio soprattutto fra i colleghi dei Poliziotti deceduti, n cui ambiente si è appreso che la Missiroli era a bordo l’auto per una drammatica fatalità in quanto si era prestata a coprire un’assenza assicurando cos’ alla Volante la possibilità di uscire. “Non di fatalità è corretto parlare – dice Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Feriti e Vittime della criminalità e del dovere -, ma di normale e consueto spirito di totale e assoluta abnegazione che contraddistingue donne e uomini in divisa, al cui spirito di sacrificio sarebbe più opportuno che tutti pensassero un po’ di più in ogni riflessione sulle Forze dell’Ordine di questo Paese”.    


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