ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
News
lunedì 12 novembre 2018
Nassiriya 15 anni dopo, per non dimenticare tutti gli Eroi Vittime del Dovere

I Carabinieri: Massimiliano Bruno, Giovanni Cavallaro, Giuseppe Coletta, Andrea Filippa, Enzo Fregosi, Daniele Ghione, Horacio Majorana, Ivan Ghitti, Domenico Intravaia, Filippo Merlino, Alfio Ragazzi, Alfonso Trincone. I militari dell'esercito: Massimo Ficuciello, Silvio Olla, Alessandro Carrisi,Emanuele Ferraro, Pietro Petrucci.

E, con loro, i civili: Marco Beci, cooperante, e Stefano Rolla, regista.

Eccoli gli Eroi di Nassiriya.

I loro nomi scolpiti nella memoria come il ricordo di uno dei più atroci eventi con i quali la storia ci ha consegnato tante altre Vittime del Dovere. La loro storia, quindici anni dopo, rappresenta ancora il sacrificio di tanti, troppi servitori dello Stato che rimangono Vittime del Dovere.

Il primo grave attentato di Nassiriya avvenne il 12 novembre del 2003.

Alle ore 10:40 ora locale (le 08:40 in Italia), un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti all’ingresso della base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, provocando successivamente l’esplosione del deposito munizioni della base e pertanto la morte di diverse persone tra Carabinieri, militari e civili. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all’ingresso della base “Maestrale”, riuscì a uccidere i due attentatori suicidi, e così il camion non esplose all’interno della caserma ma sul cancello di entrata, e si evitò una strage di più ampie proporzioni. L’attentato fu comunque devastante e provocò 28 morti, 19 italiani e 9 iracheni.

Anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto omaggiare le Vittime di Nassiriya e ha inviato al ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, un messaggio in occasione della Giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace, nel quale rivolge il suo “deferente omaggio a tutti coloro che hanno sacrificato la vita, al servizio dell’Italia e della comunità internazionale”.

“Quindici anni or sono – ha ricordato Mattarella - il barbaro attentato di Nassiriya stroncò la vita a diciannove italiani, unitamente ai colleghi iracheni, nell’attentato più grave subito dai nostri contingenti schierati nelle missioni di pacificazione, condotte in tante aree di crisi e contro il terrorismo transnazionale. I militari e civili che, a rischio della propria incolumità, fronteggiano molteplici e diversificate minacce in tante travagliate regioni del mondo, sono l’espressione di un impegno della comunità internazionale che vede il nostro Paese credere fermamente nella necessità di uno sforzo unitario per la sicurezza e la stabilità, per l’affermazione dei diritti dell’uomo. Soltanto una intensa collaborazione tra i popoli può aiutarci a sconfiggere le tenebre della violenza e a offrire un futuro all’umanità”.


domenica 11 novembre 2018
A Bari Sottosezione Autostradale intitolata a Giuseppe Cimarrusti, Vittima del Dovere

Si è tenuta oggi, 8 novembre, a Bari, la cerimonia di intitolazione della Sottosezione Autostradale Bari Sud all’assistente della Polizia di Stato, Giuseppe Cimarrusti, medaglia d'oro al valor civile, morto in uno scontro a fuoco avvenuto a Verona la notte del 21 febbraio 2005, mentre era impegnato in un servizio di controllo del territorio a bordo di una volante.

Alla cerimonia, alla quale hanno partecipato le autorità istituzionali locali, civili e militari, era presente, tra gli altri, il prefetto Franco Gabrielli, Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, il quale ha ricordato “l'importanza del valore della memoria e del ricordo di chi ha sacrificato la vita per la difesa della legalità e dello Stato”. Dopo la visione di un breve contributo video nel quale, attraverso una raccolta d’immagini, sono stati ripercorsi alcuni momenti della vita di Giuseppe Cimarrusti, è stata scoperta la targa di intitolazione posta all’esterno della Sottosezione Autostradale, benedetta dall’Assistente Spirituale della Polizia di Stato Don Mimmo Memoli. Successivamente, è stato consegnato ai familiari del poliziotto Vittima del Dovere il diploma di formale intitolazione della Sottosezione.


giovedì 8 novembre 2018
A Civitanova Marche un parco intitolato a Calogero Zucchetto, Vittima del Dovere

Ieri, 6 novembre, si è tenuta a Civitanova Marche (Macerata) l’intitolazione del parco comunale del lungomare sud alla memoria dell’agente Calogero Zucchetto, in servizio alla Squadra mobile di Palermo, Vittima del Dovere, a cui è stata anche dedicata una scultura che si trova all’interno della struttura pubblica. 

Zucchetto detto “Lillo”, Medaglia d’oro al valor civile, fu ucciso barbaramente dalla mafia a Palermo a soli 27 anni, il 14 novembre del 1982, quando collaborava con il vice dirigente Ninni Cassarà alla cattura di latitanti.

Alla cerimonia, organizzata dal comune di Civitanova Marche e dalla questura, era presente anche il capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha espresso profonda gratitudine al sindaco della città che ha voluto dedicare un “parco così bello a questo ragazzo che mai avrebbe pensato di diventare un eroe. Questa intitolazione – ha aggiunto Gabrielli - ricorda a noi cittadini che la lotta alla criminalità appartiene a tutti ed è difficile, faticosa e impegnativa, e che non necessariamente ha come fine la sconfitta del male, ma sicuramente la vittoria del bene”. “Le divise – ha detto ancora il Capo della Polizia - indicano tradizione, cultura, sacrificio ma anche consapevolezza del rischio della vita che si fa impegno costante”.

“La differenza tra quanto desideriamo e vorremmo e quello che purtroppo vediamo ci crea angoscia ma il nostro sacrificio è di poco conto di fronte a quello di chi ha dato la vita” ha osservato inoltre Gabrielli, che ha omaggiato in particolare la Squadra Mobile di Palermo “in prima linea nella lotta alla mafia avendo donato il sangue di tanti suoi componenti come avvenne 36 anni fa con Calogero Zucchetto che immolò la sua vita”.


mercoledì 7 novembre 2018
Morte del Vice Brigadiere Reali

Fervicredo: “Se ne va un altro eroe di tutti i giorni. Strage silenziosa di persone che dedicano la vita agli altri senza chiedere nulla. Ma noi non lo dimenticheremo”

“Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e partecipazione, vera e non formale, all’immenso dolore che ha colpito la famiglia del Vice Brigadiere Emanuele Reali, l’Arma dei carabinieri e l’Italia intera, orfana di un altro eroe di tutti i giorni, una persona speciale nella sua normalità, perché scegliere di dedicare la vita agli altri non è da tutti”.

Con queste parole Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), esprime il cordoglio della Onlus dopo il decesso del vice-brigadiere dei carabinieri Emanuele Reali, morto in servizio a 34 anni, mentre faceva il suo dovere, investito da un treno a poche centinaia di metri dalla stazione di Caserta mentre stava inseguendo due ladri.


lunedì 5 novembre 2018
Il 2 novembre Udine ha ricordato e onorato le Vittime del Dovere della strage di Natale

Il 2 novembre, a Udine, la Polizia di Stato ha organizzato una cerimonia per commemorare il ventesimo anniversario della cosiddetta Strage di Natale, avvenuta il 23 dicembre 1998 nel capoluogo friulano, nella quale a causa di una bomba persero la vita gli agenti Adriano Ruttar, Paolo Cragnolino e Giuseppe Guido Zanier. La giornata è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro in viale Ungheria, ai piedi della targa in memoria degli agenti, ed è proseguita con la Messa, celebrata dal cappellano della Polizia di Stato a suffragio di tutti i caduti della Polizia.
A margine della cerimonia l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, ha voluto rimarcare che: “La società ha un profondo debito di riconoscenza e deve provare enorme gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne delle Forze dell’Ordine che ogni giorno sono garanti della pace sociale e della vita civile delle nostre comunità”, ed ha espresso forte vicinanza in primo luogo alle Famiglie dei Caduti.
In precedenza, nel cortile della Questura, c’è stata la deposizione di una corona al cippo ai Caduti della Polizia nei campi di sterminio nazisti, poi il momento commemorativo al monumento ai caduti della Polizia del maestro Giorgio Celiberti, in Piazzale D’Annunzio. Alle cerimonie, insieme al Questore di Udine, e a una delegazione dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, erano presenti il Prefetto, il Presidente del Consiglio Regionale, le Autorità Militari e Civili.
Nei giorni precedenti, comunque, in tutta la provincia, ogni defunto della Polizia è stato ricordato con un fiore sulla tomba, sentito pensiero depositato dai colleghi dalla Stradale e dalla Questura di Udine.


giovedì 25 ottobre 2018
A Loreto anche il Capo della Polizia per rendere omaggio ai Poliziotti caduti

Il capo della Polizia Franco Gabrielli ha partecipato ieri, 23 ottobre, alla Messa nella basilica della Santa Casa di Loreto per rendere omaggio agli agenti caduti. Con questa iniziativa, dal titolo “Nella memoria dei nostri caduti la forza per la missione di oggi”, la questura di Ancona ha voluto celebrare i caduti della Polizia di Stato. La celebrazione eucaristica è stata officiata dall’arcivescovo e delegato pontificio monsignor Fabio Dal Cin, ed è stata animata dal coro degli appartenenti alla Polizia di Stato di Ancona. Assieme al capo della Polizia, Gabrielli, erano presenti alla cerimonia anche il prefetto di Ancona, Antonio D’Acunto, e altre cariche tra cui il dirigente delle Volanti Cinzia Nicolini e le autorità civili con il sindaco Paolo Niccoletti.


giovedì 25 ottobre 2018
Omaggio a Boris Giuliano, poliziotto Vittima del Dovere, nel giorno del suo compleanno

Palermo ha voluto rendere omaggio a Boris Giuliano, il poliziotto investigatore temuto dalla mafia, nel giorno del suo 88° compleanno, ed a 39 anni dal suo omicidio. La polizia di Stato non dimentica un poliziotto che ha contribuito con la propria vita alla lotta alla mafia, e oggi, 22 ottobre, lo ha ricordato con varie iniziative. Palermo e Messina, le due città siciliane che hanno avuto un legame determinante per la sua formazione professionale e familiare, hanno organizzato degli eventi per ricordare l’uomo e l’investigatore trucidato in un agguato di mafia, il 21 luglio del 1979. La questura di Palermo, nell’ambito della XII edizione della “Via dei tesori”, la manifestazione culturale dedicata alla valorizzazione del patrimonio artistico, culturale e monumentale cittadino, ha deciso di fornire un contributo nel palazzo che ne ospita la sede. Infatti, nello storico chiostro ottocentesco della questura, in piazza Vittoria, nello scorso fine settimana è stata riprodotta “la stanza virtuale” in cui, attraverso un’apposita scenografia e con l’allestimento originale, è stato ricreato l’ufficio di Boris Giuliano. La scrivania dove lavorava, i fascicoli e gli oggetti che gli sono appartenuti durante il suo lavoro di investigatore, hanno preso nuovamente vita insieme alla sua immortale immagine con in braccio il figlio Alessandro bambino, riprodotta in una sagoma di cartone a grandezza naturale che ha completato la suggestiva composizione. Anche a Messina nell’ambito di una manifestazione chiamata “100 Messinesi per Messina” Boris Giuliano è stato ricordato: presso il Museo interdisciplinare regionale, si è tenuta una conferenza per far conoscere, soprattutto agli studenti, alcuni episodi, anche divertenti, della vita professionale e privata dell’investigatore. Nel corso della commemorazione si è raccolta anche la testimonianza di Selima, figlia di Boris che ha partecipato all’evento con la madre Maria Leotta.


lunedì 22 ottobre 2018
Graduatoria unica nazionale delle Vittime del Dovere - aggiornamento SETTEMBRE 2018

Ultimo aggiornamento: martedì 16 ottobre 2018.


giovedì 4 ottobre 2018
Alla Fervicredo i proventi del libro del procuratore Manzini

Lei:“Lavoro lodevole”, Schio: “Parole di chi davvero sa cosa significhi servire lo Stato. Onorati e fieri. Inizia bella collaborazione”

Tutti i proventi del libro “Fai silenzio ca parrasti assai”, scritto da Marisa Manzini, procuratore aggiunto di Cosenza, saranno interamente devoluti all’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), dedita all’ assistenza degli appartenenti a tutti i Corpi dei Comparti sicurezza, difesa e soccorso, e dei loro familiari, rimasti Vittime del Dovere. Ad annunciarlo è stata lo stesso magistrato, ieri, nel corso della presentazione del suo libro che si è tenuta a Vibo Valentia, nel corso del “Festival Leggere & Scrivere”.

“Siamo eccezionalmente grati al procuratore Manzini – ha detto Mirko Schio, Presidente di Fervicredo – che ha avuto per noi parole di elogio definendo ‘lodevole’ l’attività che portiamo avanti. Sono parole che per noi assumono un significato ancor più profondo perché provengono da chi davvero sa cosa significhi l’adempimento del dovere diuturno, silenzioso e sacrificato dei Servitori dello Stato, vivendolo in prima persona e, soprattutto, al fianco di donne e uomini in divisa che dedicano l’esistenza alla sicurezza di tutti, senza esitare anche di fronte al rischio di rimetterci la vita o la salute.


martedì 2 ottobre 2018
A Genova distaccamento dei Vigili del fuoco intitolato a Mario Meloncelli, Vittima del Dovere

Si è tenuta ieri a Genova la cerimonia di intitolazione del distaccamento dei Vigili del fuoco di Genova Est alla memoria del capo squadra Mario Meloncelli, Medaglia d’Oro al Valor Civile, morto nel capoluogo ligure il 5 luglio 1987 nel crollo di una palazzina, causato da una fuga di gas, nel tentativo di trarre in salvo un ragazzo disabile. Alla cerimonia era presente il ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, che ha avuto parole di elogio per tutti i Vigili del fuoco, soprattutto ricordando i tragici giorni del crollo del ponte Morandi. Invitata all’evento anche la Fervicredo, che da sempre è vicina alla famiglia di Mario Meloncelli che segue con la propria attività “ma a cui – spiega Mirko Schio, Presidente della Onlus – ci lega un rapporto di profonda stima e di vera amicizia, sugellato da percorso drammaticamente iniziato assieme, e proseguito nel segno di vicinanza concreta e non formale”. “E questa intitolazione – ha aggiunto Schio – è certamente l’occasione giusta e doverosa per rendere omaggio alla memoria di un leale ed eroico Servitore dello Stato, sottolineando come il lavoro silenzioso, diuturno e sacrificato di tante donne e uomini che portano una divisa ha un valore che van ben al di là di quanto emerge, purtroppo, solo nel momento dei drammi, degli incidenti, del lutto. Ecco perché – ha concluso Schio – giornate come queste devono rappresentare un monito, perché la comprensione, il sostegno e il riconoscimento di certi sacrifici siano il primo pensiero di tutti i cittadini in ogni singolo giorno dell’anno”.   


martedì 2 ottobre 2018
Onorificenza del presidente Mattarella alla madre dei fratelli Turazza, Vittime del Dovere

Un’onorificenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata consegnata a Maria Teresa Salaorni, madre di due poliziotti, Massimiliano e Davide Turazza, entrambi uccisi “nell’adempimento del proprio Dovere”. L’onorificenza è stata consegnata ieri, ad Ostia, durante le celebrazioni per i 50 anni della fondazione dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato, occasione anche per rendere onore così ai due Servitori dello Stato Vittime del Dovere. Massimiliano Turazza fu ucciso a Fumane (Verona) il 19 ottobre 1994 da un esponente della mala del Brenta che con altri malviventi stava preparando un assalto a un furgone portavalori. Il fratello Davide è morto invece il 21 febbraio 2005 insieme al collega Giuseppe Cimarrusti durante uno scontro a fuoco nel veronese. Alla signora Salaorni Turazza il capo dello Stato ha consegnato l’onorificenza di commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per il suo generoso e instancabile impegno sociale e civile, malgrado la sua difficile esperienza di madre di due figli poliziotti drammaticamente morti in servizio”.


mercoledì 26 settembre 2018
A Palermo commemorati i giudici Terranova e Saetta, e il maresciallo Mancuso, Vittime del Dovere

Palermo non ha mancato, ieri, la doverosa commemorazione di due Servitori dello Stato nel 39° anniversario della loro morte da Vittime del Dovere. La memoria del Giudice Cesare Terranova e del Maresciallo di P.S. Lenin Mancuso è stata onorata con una cerimonia che si è tenuta in via Edmondo De Amicis, dove il 25 settembre del 1979 il magistrato ed il poliziotto caddero per mano mafiosa, colpiti da un commando armato. In quello stesso luogo, alla presenza dei familiari e di autorità civili e militari, il questore di Palermo ha deposto una corona di alloro.

Ma ieri è stato anche il giorno del ricordo di un altro giudice che lottò senza risparmiarsi contro la mafia, Antonino Saetta, e che pure rimase Vittima del suo Dovere nel 1988.


mercoledì 1 agosto 2018
Schianto nel Napoletano, morto un secondo carabiniere, Attilio Picoco, Vittima del Dovere

Dopo dieci giorni di agonia è morto oggi in ospedale, a Napoli, il vice Brigadiere Attilio Picoco, in servizio presso il Nucleo Radiomobile di Nola, intervenuto lo scorso 20 luglio sulla Nola-Villa Literno, all'altezza di Pomigliano, con i colleghi di Castello di Cisterna, per un incidente. Il vice brigadiere era stato travolto da un'auto mentre insieme a un collega, deceduto sul colpo la sera dell’incidente, stava compiendo rilievi dopo un sinistro lungo la statale 7 bis, ad Acerra, nel Napoletano. Picoco era stato subito ricoverato in gravi condizioni, mentre erano morti sul posto un suo collega, l'appuntato Vincenzo Ottaviano, e la guardia giurata avellinese Benigno De Gennaro. Il gruppo di persone era stato travolto dalla vettura guidata da un 26enne di SantAntimo, identificato e indagato per omicidio. Altri carabinieri si erano salvati saltando il guard rail.


mercoledì 1 agosto 2018
A Palermo una biblioteca intitolata a Antonino Agostino Vittima del Dovere

Sarà inaugurata sabato 4 agosto alle ore 18 la ''Biblioteca sociale Antonino Agostino e Ida Castelluccio'' in via Sgarlata 22 a Palermo. "Un modo per non dimenticare quanto accaduto il 5 agosto 1989 quando Nino Agostino, poliziotto della Questura di Palermo fu ucciso insieme alla moglie Ida, incinta, da sicari di Cosa nostra - spiegano gli organizzatori -. Un piccolo luogo a pochi passi da via Maqueda voluto dalla caparbietà dell'associazione 100X100 in Movimento, che ha visto l'entusiasmo e il sostegno della famiglia Agostino". La biblioteca sarà messa a disposizione dell'intero quartiere e dei tanti giovani e bambini, potranno essere consultati libri di storia, di arte e soprattutto dedicati al contrasto e alla conoscenza delle mafie.


sabato 28 luglio 2018
Anche Fervicredo alla commemorazione di Beppe Montana, Vittima del Dovere

C’era anche Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), oggi ad Agrigento, alla commemorazione di Beppe Montana, Dirigente della sezione “Catturandi” della squadra mobile di Palermo, che si è tenuta in occasione del 33° anniversario della sua uccisione. 

L’Ispettore Capo della Polizia di Stato, Angelo Cellura, Vittima del Dovere e Medaglia d’oro al Merito, nonché Vice Presidente dell’Associazione Fervicredo, era infatti presente alla Santa messa in suffragio che si è tenuta presso al Chiesa Beata Maria Vergine, invitato dal Questore, Maurizio Auriemma che alla fine della cerimonia, alla presenza di tutte le massime autorità civili e militari, ha voluto ringraziare la Onlus per aver condiviso una giornata così importante.

L’occasione per ricordare l’orrendo agguato mafioso che 33 anni fa, il 28 luglio del 1985, costò la vita all’indimenticato Montana, ucciso a Porticello, poliziotto che faceva parte di un formidabile gruppo di investigatori che, negli anni maggiormente funestati dalla criminalità, riuscì a raggiungere importanti risultati, con l’arresto di tanti latitanti ed esponenti di spicco delle cosche mafiose.

“L’occasione, più che altro – ha commentato Cellura – per celebrare la memoria di un grande Poliziotto e di un grande uomo, che ha tenuto fede al proprio dovere a costo della vita, convinto com’era che il bene comune passa dalla cura che concretamente si dimostra verso gli altri, e specialmente verso le nuove generazioni. Una convinzione che anima anche tutti noi che siamo la Fervicredo, e che proprio in nome di quella cura dovuta a chi ha pagato troppo caro il suo servizio allo Stato, lavoriamo per offrire conforto, sostegno, aiuto concreto alle Vittime e alle loro Famiglie”. 


venerdì 27 luglio 2018
Oggi il 25° anniversario della strage di via Palestro

Fervicredo: “Il tempo passa ma il dolore non diminuisce, e il rispetto passa anche per la verità che è dovuta alle Vittime e ai loro Familiari”

“Venticinque anni dopo la tragedia di via Palestro siamo ancora qui, non solo a tenere acceso il ricordo delle nostre Vittime, la cui mancanza genera un dolore che non potrà mai essere lenito dal passaggio del tempo, ma a chiedere ancora rispetto, che passa per l’accertamento di una verità di cui c’è bisogno, perché sia ben chiaro chi ha Servito lo Stato fino a rimetterci la vita e chi, invece, ha responsabilità per le quali non ha mai pagato”.

Inizia così l’intervento di Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), nell’anniversario dei 25 anni della strage mafiosa di via Palestro, a Milano, l’attentato che provocò cinque vittime: tre vigili del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino. Per l’occasione proprio a Milano si è tenuto un convegno sulle stragi mafiose nella sede del Padiglione di arte contemporanea, che venne devastato dalla bomba, a cui ha preso parte anche il magistrato del pool antimafia di Palermo Francesco Del Bene che ha voluto sottolineare: “Ho lavorato per 20 anni a Palermo. Il nostro dovere come magistrati è quello di individuare le responsabilità penali ma è inaccettabile che oggi non sappiamo con certezza chi ha voluto queste stragi”.

“Ebbene – conclude Schio -, il doveroso impegno cui le Istituzioni sono dovute nei confronti delle Vittime e dei loro Familiari, nella loro vita quotidiana, equivale anche a compiere ogni sforzo possibile per ristabilire la verità e i retroscena di fatti che hanno stravolto la storia del nostro Paese ma soprattutto, e va ricordato molto bene, la vita di Famiglie devastate dal lutto, di singoli cittadini il cui dolore viene prima e va posto sopra a tutto. Il Paese intero ha il diritto di sapere, di capire, ma queste Famiglie innocenti devastate da quella violenza hanno ancor più bisogno, ancora e sempre, della nostra vicinanza concreta e non formale, che vada al di là del singolo giorno  di questo atroce anniversario, e che serva anche a fare giustizia”.


giovedì 26 luglio 2018
Salvini in visita al Sacrario dei Caduti rende onore alle Vittime del Dovere

Visita al Sacrario della Polizia di Stato presso la Scuola superiore di Polizia da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini che stamattina, accolto dal capo della Polizia Franco Gabrielli, dal sottosegretario Nicola Molteni e dal direttore della scuola Anna Maria Di Paolo, ha reso gli onori ai Caduti. Dopo la deposizione della corona d’alloro in memoria di tutti coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere, il ministro ha visitato il Sacrario e firmato il libro d’onore. Il Sacrario è all’interno della Cappella rinnovata nel 2004 dal maestro Mario Ceroli. Al suo interno sono collocate oltre 2.515 targhe semitrasparenti in ognuna delle quali è inciso il nome del poliziotto che ha sacrificato la propria vita in servizio con l’indicazione della data di nascita e di morte. Al termine della cerimonia il ministro Salvini ha voluto lasciare un proprio messaggio sul libro d’onore.

“Sono momenti di straordinaria importanza e non formalità – ha commentato Mirko Schio, Presidente di Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) -, perché il riconoscimento del valore del sacrificio di chi ha perso la vita non sarà mai abbastanza. E che tale riconoscimento venga da chi incarna lo Stato è doppiamente importante perché rappresenta un monito per tutti”. 


giovedì 19 luglio 2018
19 luglio, a Palermo maratona commemorativa degli eroi di via D’Amelio

La famiglia Borsellino stamane nella Chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, comunità
impegnata per il riscatto del territorio, a cui è da sempre legata: un gesto mite e forte ha aperto oggi
il giorno della memoria delle vittime nel 26esimo anniversario della strage di via D’Amelio.


domenica 15 luglio 2018
Iscrizione o Rinnovo quota associativa -Paypal-

si informa che è possibile per i i nuovi soci o i soci, iscriversi o rinnovare la quota annuale di 25 € utilizzando il servizio Paypal, inserendo nel corpo del messaggio, dopo avere aperto la finestra di dialogo "Grazie per il sostegno. Fervicredo", il proprio nome e cognome con la specifica del versamento Il servizio è disponibile nella pagina dedicata che si aprirà cliccando sul logo sotto la firma.

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domenica 15 luglio 2018
Dolore e cordoglio per la morte dell’Appuntato scelto Antonio Modica, Vittima del Dovere

Ancora una Vittima del Dovere, fra le fila degli Appartenenti alle Forze dell’ordine, si è registrata ieri pomeriggio, nei pressi di Rovigo, dove il capoequipaggio Antonio Modica, di 55 anni, è deceduto dopo essere stato travolto da un camion. Il militare era accorso con una pattuglia dopo la segnalazione di un’autocisterna che, a causa di un guasto, stava sversando liquido sulla carreggiata, ed era impegnato nei rilievi quando è stato investito dal mezzo pesante. E’ rimasto illeso, invece, il collega giunto a bordo della pattuglia assieme a Modica. Grande il dolore fra i colleghi della Vittima e in tutta l’Arma dei carabinieri cui, immediato, è giunto anche cordoglio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha espresso al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, la propria vicinanza anche ai Familiari dell’Appuntato scelto morto durante l’espletamento del servizio.

“Non cessa l’ecatombe fra i nostri più fedeli Servitori – ha detto Mirko Schio, presidente dell’Associazione Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere (Fervicredo) -, che con drammatica frequenza perdono la vita per compiere il proprio dovere a favore dei cittadini e dello Stato. Vittime silenziose il cui sacrificio è tanto più eroico quanto più è sconosciuto a molti, nascosto fra le pieghe di un servizio diuturno, incessante, che in troppi danno per scontato senza fermarsi mai a riflettere sul suo reale valore. Il nostro primo pensiero – ha concluso Schio – va ai familiari di questo valoroso militare, oggi orfani dell’amore più caro, ma a cui rimarrà l’esempio di rettitudine e coraggio che quest’uomo rappresenterà per sempre anche per noi”.


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