ASSOCIAZIONE O.N.L.U.S. FERITI E VITTIME DELLA CRIMINALITà E DEL DOVERE

FERVI[damente] CREDO nella solidarietà

 
News
mercoledì 1 agosto 2018
Schianto nel Napoletano, morto un secondo carabiniere, Attilio Picoco, Vittima del Dovere

Dopo dieci giorni di agonia è morto oggi in ospedale, a Napoli, il vice Brigadiere Attilio Picoco, in servizio presso il Nucleo Radiomobile di Nola, intervenuto lo scorso 20 luglio sulla Nola-Villa Literno, all'altezza di Pomigliano, con i colleghi di Castello di Cisterna, per un incidente. Il vice brigadiere era stato travolto da un'auto mentre insieme a un collega, deceduto sul colpo la sera dell’incidente, stava compiendo rilievi dopo un sinistro lungo la statale 7 bis, ad Acerra, nel Napoletano. Picoco era stato subito ricoverato in gravi condizioni, mentre erano morti sul posto un suo collega, l'appuntato Vincenzo Ottaviano, e la guardia giurata avellinese Benigno De Gennaro. Il gruppo di persone era stato travolto dalla vettura guidata da un 26enne di SantAntimo, identificato e indagato per omicidio. Altri carabinieri si erano salvati saltando il guard rail.


mercoledì 1 agosto 2018
A Palermo una biblioteca intitolata a Antonino Agostino Vittima del Dovere

Sarà inaugurata sabato 4 agosto alle ore 18 la ''Biblioteca sociale Antonino Agostino e Ida Castelluccio'' in via Sgarlata 22 a Palermo. "Un modo per non dimenticare quanto accaduto il 5 agosto 1989 quando Nino Agostino, poliziotto della Questura di Palermo fu ucciso insieme alla moglie Ida, incinta, da sicari di Cosa nostra - spiegano gli organizzatori -. Un piccolo luogo a pochi passi da via Maqueda voluto dalla caparbietà dell'associazione 100X100 in Movimento, che ha visto l'entusiasmo e il sostegno della famiglia Agostino". La biblioteca sarà messa a disposizione dell'intero quartiere e dei tanti giovani e bambini, potranno essere consultati libri di storia, di arte e soprattutto dedicati al contrasto e alla conoscenza delle mafie.


sabato 28 luglio 2018
Anche Fervicredo alla commemorazione di Beppe Montana, Vittima del Dovere

C’era anche Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), oggi ad Agrigento, alla commemorazione di Beppe Montana, Dirigente della sezione “Catturandi” della squadra mobile di Palermo, che si è tenuta in occasione del 33° anniversario della sua uccisione. 

L’Ispettore Capo della Polizia di Stato, Angelo Cellura, Vittima del Dovere e Medaglia d’oro al Merito, nonché Vice Presidente dell’Associazione Fervicredo, era infatti presente alla Santa messa in suffragio che si è tenuta presso al Chiesa Beata Maria Vergine, invitato dal Questore, Maurizio Auriemma che alla fine della cerimonia, alla presenza di tutte le massime autorità civili e militari, ha voluto ringraziare la Onlus per aver condiviso una giornata così importante.

L’occasione per ricordare l’orrendo agguato mafioso che 33 anni fa, il 28 luglio del 1985, costò la vita all’indimenticato Montana, ucciso a Porticello, poliziotto che faceva parte di un formidabile gruppo di investigatori che, negli anni maggiormente funestati dalla criminalità, riuscì a raggiungere importanti risultati, con l’arresto di tanti latitanti ed esponenti di spicco delle cosche mafiose.

“L’occasione, più che altro – ha commentato Cellura – per celebrare la memoria di un grande Poliziotto e di un grande uomo, che ha tenuto fede al proprio dovere a costo della vita, convinto com’era che il bene comune passa dalla cura che concretamente si dimostra verso gli altri, e specialmente verso le nuove generazioni. Una convinzione che anima anche tutti noi che siamo la Fervicredo, e che proprio in nome di quella cura dovuta a chi ha pagato troppo caro il suo servizio allo Stato, lavoriamo per offrire conforto, sostegno, aiuto concreto alle Vittime e alle loro Famiglie”. 


venerdì 27 luglio 2018
Oggi il 25° anniversario della strage di via Palestro

Fervicredo: “Il tempo passa ma il dolore non diminuisce, e il rispetto passa anche per la verità che è dovuta alle Vittime e ai loro Familiari”

“Venticinque anni dopo la tragedia di via Palestro siamo ancora qui, non solo a tenere acceso il ricordo delle nostre Vittime, la cui mancanza genera un dolore che non potrà mai essere lenito dal passaggio del tempo, ma a chiedere ancora rispetto, che passa per l’accertamento di una verità di cui c’è bisogno, perché sia ben chiaro chi ha Servito lo Stato fino a rimetterci la vita e chi, invece, ha responsabilità per le quali non ha mai pagato”.

Inizia così l’intervento di Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), nell’anniversario dei 25 anni della strage mafiosa di via Palestro, a Milano, l’attentato che provocò cinque vittime: tre vigili del fuoco, un vigile urbano e un immigrato marocchino. Per l’occasione proprio a Milano si è tenuto un convegno sulle stragi mafiose nella sede del Padiglione di arte contemporanea, che venne devastato dalla bomba, a cui ha preso parte anche il magistrato del pool antimafia di Palermo Francesco Del Bene che ha voluto sottolineare: “Ho lavorato per 20 anni a Palermo. Il nostro dovere come magistrati è quello di individuare le responsabilità penali ma è inaccettabile che oggi non sappiamo con certezza chi ha voluto queste stragi”.

“Ebbene – conclude Schio -, il doveroso impegno cui le Istituzioni sono dovute nei confronti delle Vittime e dei loro Familiari, nella loro vita quotidiana, equivale anche a compiere ogni sforzo possibile per ristabilire la verità e i retroscena di fatti che hanno stravolto la storia del nostro Paese ma soprattutto, e va ricordato molto bene, la vita di Famiglie devastate dal lutto, di singoli cittadini il cui dolore viene prima e va posto sopra a tutto. Il Paese intero ha il diritto di sapere, di capire, ma queste Famiglie innocenti devastate da quella violenza hanno ancor più bisogno, ancora e sempre, della nostra vicinanza concreta e non formale, che vada al di là del singolo giorno  di questo atroce anniversario, e che serva anche a fare giustizia”.


giovedì 26 luglio 2018
Salvini in visita al Sacrario dei Caduti rende onore alle Vittime del Dovere

Visita al Sacrario della Polizia di Stato presso la Scuola superiore di Polizia da parte del ministro dell’Interno Matteo Salvini che stamattina, accolto dal capo della Polizia Franco Gabrielli, dal sottosegretario Nicola Molteni e dal direttore della scuola Anna Maria Di Paolo, ha reso gli onori ai Caduti. Dopo la deposizione della corona d’alloro in memoria di tutti coloro che hanno perso la vita nell’adempimento del loro dovere, il ministro ha visitato il Sacrario e firmato il libro d’onore. Il Sacrario è all’interno della Cappella rinnovata nel 2004 dal maestro Mario Ceroli. Al suo interno sono collocate oltre 2.515 targhe semitrasparenti in ognuna delle quali è inciso il nome del poliziotto che ha sacrificato la propria vita in servizio con l’indicazione della data di nascita e di morte. Al termine della cerimonia il ministro Salvini ha voluto lasciare un proprio messaggio sul libro d’onore.

“Sono momenti di straordinaria importanza e non formalità – ha commentato Mirko Schio, Presidente di Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere) -, perché il riconoscimento del valore del sacrificio di chi ha perso la vita non sarà mai abbastanza. E che tale riconoscimento venga da chi incarna lo Stato è doppiamente importante perché rappresenta un monito per tutti”. 


giovedì 19 luglio 2018
19 luglio, a Palermo maratona commemorativa degli eroi di via D’Amelio

La famiglia Borsellino stamane nella Chiesa di San Francesco Saverio all’Albergheria, comunità
impegnata per il riscatto del territorio, a cui è da sempre legata: un gesto mite e forte ha aperto oggi
il giorno della memoria delle vittime nel 26esimo anniversario della strage di via D’Amelio.


domenica 15 luglio 2018
Iscrizione o Rinnovo quota associativa -Paypal-

si informa che è possibile per i i nuovi soci o i soci, iscriversi o rinnovare la quota annuale di 25 € utilizzando il servizio Paypal, inserendo nel corpo del messaggio, dopo avere aperto la finestra di dialogo "Grazie per il sostegno. Fervicredo", il proprio nome e cognome con la specifica del versamento Il servizio è disponibile nella pagina dedicata che si aprirà cliccando sul logo sotto la firma.

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domenica 15 luglio 2018
Dolore e cordoglio per la morte dell’Appuntato scelto Antonio Modica, Vittima del Dovere

Ancora una Vittima del Dovere, fra le fila degli Appartenenti alle Forze dell’ordine, si è registrata ieri pomeriggio, nei pressi di Rovigo, dove il capoequipaggio Antonio Modica, di 55 anni, è deceduto dopo essere stato travolto da un camion. Il militare era accorso con una pattuglia dopo la segnalazione di un’autocisterna che, a causa di un guasto, stava sversando liquido sulla carreggiata, ed era impegnato nei rilievi quando è stato investito dal mezzo pesante. E’ rimasto illeso, invece, il collega giunto a bordo della pattuglia assieme a Modica. Grande il dolore fra i colleghi della Vittima e in tutta l’Arma dei carabinieri cui, immediato, è giunto anche cordoglio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha espresso al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri, la propria vicinanza anche ai Familiari dell’Appuntato scelto morto durante l’espletamento del servizio.

“Non cessa l’ecatombe fra i nostri più fedeli Servitori – ha detto Mirko Schio, presidente dell’Associazione Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere (Fervicredo) -, che con drammatica frequenza perdono la vita per compiere il proprio dovere a favore dei cittadini e dello Stato. Vittime silenziose il cui sacrificio è tanto più eroico quanto più è sconosciuto a molti, nascosto fra le pieghe di un servizio diuturno, incessante, che in troppi danno per scontato senza fermarsi mai a riflettere sul suo reale valore. Il nostro primo pensiero – ha concluso Schio – va ai familiari di questo valoroso militare, oggi orfani dell’amore più caro, ma a cui rimarrà l’esempio di rettitudine e coraggio che quest’uomo rappresenterà per sempre anche per noi”.


martedì 15 maggio 2018
Graduatoria unica nazionale delle Vittime del Dovere - aggiornamento marzo 2018

Graduatoria unica nazionale delle Vittime del Dovere - aggiornamento MARZO 2018


sabato 21 aprile 2018
Grande partecipazione al Seminario di Fervicredo

Il solo luogo dove ha scelto di parlare Laura Apolloni, sopravvissuta all’attentato del Bataclan. Schio: “Questa nostra è una casa per le Vittime”

C’è una grande differenza fra una “vittima” intesa come un “dato” che accresce di drammaticità una notizia di cronaca rendendo l’idea della compromissione di una vita a causa di una fatto ingiusto; una “vittima” intesa, purtroppo a volte, come una buona “occasione” per sfoderare tutta la propria capacità dialettica dando prova di un eloquio politically correct tanto forbito quanto vuoto, ed elargendo a piene mani massicce dosi di solidarietà tutta inutile ed evanescente; e una “Vittima” intesa come una “Persona” che si trova suo malgrado a fronteggiare un ostacolo che fa sembrare impossibile trovare la forza di rivivere, una Persona con la sua storia, i suoi sogni bruscamente stravolti, i suoi bisogni tutti nuovi e sconosciuti e la sua paura di non farcela.

guarda le immagini


mercoledì 18 aprile 2018
“Appuntamento immancabile per aggiornarci e migliorare”

Venerdì 20 aprile l’Assemblea Generale dei Soci di Fervicredo, preceduta dal seminario su “L’evoluzione normativa”. Schio: “Appuntamento immancabile per aggiornarci e migliorare”


martedì 27 marzo 2018
Invito Assemblea Generale dei Soci e Seminario 20 Aprile 2018

Cari soci, amici, simpatizzanti e sostenitori,

vi invitiamo all’ Assemblea Generale dei Soci prevista per le ore 15.00 del giorno 20 aprile p.v.

L’assemblea sarà preceduta nella stessa mattinata da un seminario dal titolo: “ L’Evoluzione normativa - l’impegno della Fer.Vi.Cr.eDo.” .

Nei link sottostanti troverete la locandina con il programma e la scheda di accredito al seminario.

Vi aspettiamo numerosi!!!!

Segreteria Fervicredo

PS: per gli appartenenti alla Polizia di Stato in servizio è possibile chiedere l’autorizzazione alla partecipazione al seminario  come giornata di formazione .


sabato 24 marzo 2018
Cordoglio di Fervicredo per la morte dell’appuntato Borlengo

“Testimoniamo l’amore di tanti per i nostri veri Eroi che con il loro impegno diuturno rendono un servizio ineguagliabile al Paese”  

“Di fronte all’ennesima tragedia che ci ha strappato un Servitore dello Stato rimasto Vittima del Dovere, esprimiamo la più sentita vicinanza ai Familiari di chi ha perso la vita, e altrettanta solidarietà alle Famiglie dei Feriti, stringendo tutti loro in un ideale abbraccio che possa almeno testimoniare il profondo amore di tanti di noi per questi eroi che, nel loro silenzio e nel sacrificio del loro lavoro diuturno, rendono un tale ineguagliabile e ineguagliato servizio al Paese”.

Mirko Schio, Presidente dell’Associazione Fervicredo (Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere), esprime così il cordoglio per la morte dell’appuntato scelto Alessandro Borlengo, deceduto ieri in servizio a Borgo San Martino di Bra (Cuneo) in un incidente stradale, nonché un altrettanto sentito pensiero per gli altri Carabinieri rimasti feriti nell’incidente.


sabato 24 marzo 2018
La Questura di Roma ha commemorato l’Agente Graziosi, Vittima del Dovere

Si è svolta ieri, 22 marzo, a Roma, la cerimonia commemorativa in occasione del 41esimo anniversario dell’uccisione dell’agente di polizia Claudio Graziosi. In occasione della cerimonia il questore della Capitale, Guido Marino - a nome del Capo della Polizia, Franco Gabrielli -, ha deposto una corona d’alloro sulla lapide collocata all’interno del Commissariato San Paolo.

Claudio Graziosi fu ucciso il 22 marzo 1977 da un terrorista dei Nap i Nuclei armati proletari a bordo di un autobus dell’Atac appartenente al IV Reparto Celere di Napoli era stato aggregato nella Capitale per servizi di ordine pubblico. Alle 23 di quella sera Graziosi, libero dal servizio, si trovava a bordo di un autobus della linea 27 dell’Atac che percorreva viale Trastevere verso la zona di Monteverde. In uno dei passeggeri una giovane donna bionda riconobbe Maria Pia Vianale, una pericolosa terrorista evasa da poco dal carcere di Pozzuoli. Claudio Graziosi si avvicinò allora all’autista e dopo essersi qualificato gli chiese di dirigersi verso il più vicino posto di Polizia - il comando della Polizia Stradale di via Volpato - nei pressi dell’attuale Commissariato San Paolo. I passeggeri iniziarono a protestare e Graziosi dovette qualificarsi nel tentativo di bloccare la donna. Un secondo terrorista dei Nap, Antonio Lo Muscio, giunse alle spalle del poliziotto sparandogli alla schiena. I due terroristi fuggirono in direzione del ponte ferroviario di via Portuense. Decine di equipaggi di Polizia e Carabinieri concorsero alle loro ricerche. Il successivo 1 luglio i terroristi rimasero coinvolti in un conflitto a fuoco dinanzi alla chiesa di San Pietro in Vincoli a Roma. L’uomo venne ucciso, mentre Maria Pia Vianale venne arrestata insieme ad un’altra terrorista, Franca Salerno. E alla cerimonia  onore Graziosi, alla presenza delle Autorità civili militari e alla presenza dei familiari e dei colleghi della vittima, “è stato ricordata ancora una volta – affermano dalla questura di Roma - l’importanza di mantenere vivo il ricordo del sacrificio degli appartenenti alle Forze dell’ordine per tutelare le istituzioni democratiche e contrastare le strategie della lotta armata”.


giovedì 22 marzo 2018
Imbrattato monumento in via Fani, Fervicredo: Ma cosa sta accadendo?

E’ un gioco al massacro contro Vittime e Familiari. Fermare questo schifo per risarcire chi ha già troppo sofferto

“Si avvia a concludersi una settimana che, per noi, sembra uscita da un copione del teatro dell’assurdo. Terroristi che in ogni dove pontificano sui media e aggrediscono, ancora, Vittime e loro Familiari. Criminali che si accaniscono persino contro i simboli della memoria di persone che non ci sono più e che sono state spazzate via solo perché svolgevano il proprio Dovere. Persino magistrati che per affermare con veemenza le proprie recriminazioni si scagliano, in sostanza, contro centinaia di migliaia di appartenenti a Corpi che hanno versato fiumi di sangue per questo Paese. Pomposi dibattiti sulla correttezza o l’opportunità di lasciare che la libertà di opinione consenta di abbattere ogni ‘diga’ di buon senso e rispetto che possa arginare l’ennesima violenza contro la Vittime del Dovere. E questa sarebbe la dialettica politica degna di un paese civile? Questo è solo un abominio, vigliacco e ingiustificato, che rivolta il coltello nelle piaghe di Famiglie che fanno i conti con il dolore eterno”.    


giovedì 22 marzo 2018
La questura di Agrigento intitolata a Beppe Montana, Vittima del Dovere

Si è svolta ieri, 21 marzo, ad Agrigento, in occasione della “Giornata nazionale delle vittime di mafia” e alla presenza del Capo della Polizia, Franco Gabrielli, la cerimonia di intitolazione della sede della Questura al commissario capo della Polizia di Stato Beppe Montana, agrigentino, già capo della sezione “Catturandi” della Squadra mobile di Palermo, Medaglia d’oro al valor civile, barbaramente ucciso a Porticello (Pa), il 28 luglio 1985, in un agguato mafioso.

La giornata commemorativa, alla quale hanno partecipato, oltre ai familiari del funzionario scomparso, numerose autorità civili, militari, religiose e gli studenti degli istituti superiori del capoluogo e di alcuni comuni della provincia, si è aperta con un momento di ricordo di Montana presso lo spazio “Temenos”.

Sono intervenuti il questore Maurizio Auriemma, il sindaco Calogero Firetto, Gigi Montana, fratello di Beppe, il procuratore della Repubblica Luigi Patronaggio, il presidente della Consulta provinciale studentesca che tra l’altro ha esortato tutti: “L’antimafia si può fare ogni giorno, non bisogna essere Montana o Impastato”.

Poi il sentito discorso del capo della Polizia, Franco Gabrielli, che ha anche ricordato il giudice Rosario Livatino e ammonito tutti a rispettare la memoria delle Vittime. In seguito la cerimonia di scopertura della targa di intitolazione del palazzo sede della Questura a Beppe Montana, con la relativa benedizione. E poi, ancora, l’annullo filatelico, da parte di Poste italiane, di un francobollo dedicato a Montana e la scopertura in piazza Vittorio Emanuele, ai piedi di una magnolia piantumata in ricordo delle vittime di mafia, di un cippo ove è apposta una targa recante la significativa frase di Peppino Impastato “la mafia uccide, il silenzio pure”.


mercoledì 21 marzo 2018
A Roma commemorato il Poliziotto Pietro Scrofana a 43 anni dalla morte

La Questura di Roma ha commemorato Pietro Scrofana a 43 anni dalla morte. Lunedì una corona d’alloro è stata deposta in ricordo dell’agente morto in servizio il 25 febbraio 1975 per un malore nel corso di una manifestazione in Piazzale Clodio. A ricordarlo, all’interno del commissariato Esposizione, c’era il questore Guido Marino - a nome del Capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli - i familiari, le autorità Civili e militari e numerosi colleghi. Scrofana ebbe una carriera ricca di esperienze. Come responsabile della sezione antimafia ebbe modo di seguire diverse indagini riguardanti la mafia siciliana nel corso delle quali fu anche oggetto di un tentativo di corruzione da parte di un noto esponente di Cosa Nostra americana. Altri incarichi lo hanno visto impegnato nelle vicende riguardanti ordine pubblico e nelle agitazioni del movimento sessantottino. Fu proprio nel corso di una di queste manifestazioni di piazza il 24 febbraio del 1975 che, colpito da aneurisma dell’aorta, venne ricoverato d’urgenza all’ospedale San Camillo. In quel giorno furiosi scontri in piazzale Clodio tra esponenti di estrema destra ed estrema sinistra tennero impegnate le forze di polizia in occasione di un’udienza per la morte dei fratelli Mattei nel famoso “Rogo di Primavalle”. Nonostante le cure ricevute in ospedale Scrofana morì poco dopo la mezzanotte.


domenica 18 marzo 2018
Fervicredo replica alla brigatista Balzerani: Vittime e carnefici non possono essere trattati allo stesso modo.

Verso chi ha subito la violenza ingiusta esiste un debito inestinguibile

Disparità di trattamento fra Vittime e carnefici? Certo che sì. Il dovere di essere equi lo richiede. Tutti abbiamo con le Vittime un debito enorme di solidarietà, e chi le ha rese tali ha un debito inestinguibile che deve tradursi nell’obbligo inderogabile del rispetto, della ricerca di perdono, del lavoro il più possibile riparatorio dei danni prodotti. Certo che le Vittime devono avere la priorità, sempre.


venerdì 9 marzo 2018
Fervicredo a Treviso per l’intitolazione in onore di Paccagnan, Soligo, Murer e Scapinello

C’era anche Fervicredo, oggi a Treviso, per l’intitolazione dell’area compresa tra la Loggia dei Cavalieri e via Martiri della Libertà agli agenti della Polizia di Stato Massimo Paccagnan, Fanio Soligo, Andrea Murer e Luca Scapinello, Vittime del Dovere.

“Non saremmo mancati per nulla al mondo - ha detto Mirko Schio, presidente dell’Associazione Feriti e Vittime della criminalità e del Dovere


mercoledì 7 marzo 2018
A Firenze onore all’artificiere Giovanni Politi, Vittima del Dovere, con i funerali solenni

C’era anche il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, in una chiesa gremita, a Firenze, ai funerali di Giovanni Politi, 51 anni, il sovrintendente capo della Polizia di Stato e artificiere morto domenica scorsa nella caserma “Fadini” per un incendio e un’esplosione. A salutare il feretro, in una cerimonia svoltasi in forma solenne nella basilica di Santissima Annunziata a Firenze, c’erano anche moltissimi colleghi della Vittima del Dovere, tanti rappresentanti delle Forze dell’ordine e autorità. Le spoglie di Politi saranno definitivamente portate a Reggio Calabria, città di origine del Poliziotto, che lì sarà tumulato. La bara, avvolta nel tricolore, è stata portata dai colleghi artificieri e della squadra volante, scortata da quattro agenti in alta uniforme. All’ingresso e all’uscita dalla chiesa un picchetto ha reso gli onori al Caduto della Polizia di Stato. La cerimonia funebre è stata officiata dal cappellano della polizia Giovanni Innocenti che ha ricordato “la simpatia travolgente” di Politi, “e il suo sorriso”. “Era una persona speciale che esprimeva la più bella umanità, un alto senso morale e grande profondità e generosità”, ha aggiunto il sacerdote. A dare un ultimo saluto anche i colleghi del nucleo artificieri di Firenze: “Prima che un artificiere - hanno detto - Giovanni era orgoglioso di appartenere alla Polizia di Stato, che serviva con orgoglio e passione. Siamo orgogliosi di averlo avuto accanto, addio ‘Johnny’ ci rivedremo un giorno”.


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